L’importanza di “lavorare in Rete”

Sono da sempre stato un fervente sostenitore del fatto che quando un gruppo di persone che hanno degli interessi in comune decidono di mettere insieme le loro forze possono mettere a punto delle formidabili “ricette” per perseguire con forza accresciuta gli obiettivi condivisi. Ne sento parlare da quando ero un giovane manager della “sinergia”!...Ma quante poche volte l’ho vista mettere in pratica con lo spirito giusto e pertanto con dei risultati forti e chiari, a vantaggio di tutti i partecipanti. È infatti nella natura umana emergere, dominare, prevalere, mostrasi più forte, intelligente e furbo degli altri…anche se gli “altri” sono compagni dello stesso gioco.  Lo abbiamo visto anche nella storia recente del nostro paese quante volte persone che in comune hanno solo l’odio per un nemico comune diventino partner nella lotta contro quest’ultimo ma…le diversità rendono questa alleanza di breve durata. Sconfitto il nemico i due gruppi diversi si allontanano e magari combattono pure tra loro.

Nel volontariato queste cose non dovrebbero succedere in quanto lo spirito della solidarietà si pone a un livello più alto  e dovrebbe prevalere sugli individualismi. Purtroppo spessissimo non succede così. Anche nel Volontariato esistono il potere, gli interessi economici e la leadership dei singoli o di pochi.

Per fortuna ci sono veramente molte Associazioni di Volontariato che hanno da tempo capito che la coesione  delle forze porta anche alla semplificazione del sistema. Nel settore del Volontariato Sanitario ad esempio, se per la stessa patologia esistono dieci diverse associazione, con chi di queste devono dialogare le istituzioni?...che non hanno né tempo né risorse per sentire tutti!...Non sarebbe naturale che queste associazioni costituissero una federazione che le rappresenti tutte e semplifichi il sistema?...Non è facile mettersi d’accordo anche perché “insieme” vuol dire che ciascuno dovrebbe rinunciare a qualcosa…come succede in un matrimonio. Siamo sempre e comunque essere umani, sempre con gli stessi pregi e difetti…in ogni situazione.

Beh, credo di non avere detto assolutamente nulla di nuovo…o meglio, per noi, il nuovo è che desideriamo “fare Rete”, stare con gli altri, fare progetti insieme agli altri e che siamo pronti a condividere con gli altri oneri e onori, anche rinunciando ai valori effimeri della leadership e favore del raggiungimento concreto degli scopi condivisi. Amiamo più i fatti delle parole. Pertanto: chiacchieriamo anche ma poi…facciamo!

C’è talmente tanto da fare che dovremmo cominciare dalle piccole cose… anziché concentrasi su progettoni utopistici o impossibili da realizzare perché le risorse richieste sono tante e tali che nel contesto macroeconomico attuale mancano palesemente le risorse per realizzarli.

 Quando non mi occupavo ancora di PaLiNUro, era il 2005, pubblicai un libro/CD il cui ricavato era tutto a favore di un’associazione di medici che desiderava realizzare un ospedale in Congo.  Seppi che ci fu anche una cerimonia per la “posa della prima pietra”.  A quanto ne so comunque questo progetto fallì totalmente in quanto i livelli di corruzione di quel paese ingessavano ogni tipo di iniziativa se non capace di ungere certe ruote di quel sistema. Me lo fece presente il rappresentante di un’associazione similare che invece gestì la loro raccolta fondi per creare dei centri di avviamento professionale per i locali: vedi scuole per imparare a cucire a macchina, realizzate in baracche di legno. Certo, gli obiettivi individuali erano diversi ma il grande obiettivo era: aiutare queste popolazioni sottosviluppate ad emergere. La prima associazione con un sotto-obiettivo troppo alto e ambizioso non aveva fatto nulla, la seconda aveva raggiunto un risultato; piccolo forse ma comunque utile.

Ci sono tante cose da fare: basta avere orecchi e sapere ascoltare la propria base associativa;  bisogna confrontarsi all’interno della propria associazione e ancora stendere le idee fino a trasformarle in un progetto. A questo punto ci si deve chiedere a chi altro potrebbe essere utile “questa cosa”?...Infine avere l’umiltà di bussare alla porta degli altri, proporsi, chiedere…

Se la vostra idea è utile e merita di essere condivisa è sicuro che troverà diverse porte aperte. In caso contrario sarà comunque valsa la pena in quanto tutti quelli che avete contattato sanno che voi siete aperti e disponibili alla collaborazione… Così la Rete prende forma e piano piano inizia a crescere!