Problemi e soluzioni

Affrontare il percorso clinico per combattere un tumore infiltrante alla vescica “non è una passeggiata”!...è tuttavia un percorso necessario e obbligato per avere salvo il bene più prezioso: LA VITA!

Gli attuali trattamenti farmacologici (chemioterapia) e quelli chirurgici, pur essendo necessari, non sono tuttavia esenti da tare che purtroppo influiscono temporaneamente o persistentemente nella vita del sopravvissuto.  Ne é testimone lo scrivente!

Escludendo le problematiche che possono insorgere temporaneamente durante i trattamenti di chemioterapia e dei suoi ingredienti, cisplatino in particolare, che normalmente si risolvono a conclusione della chemio stessa,  alcuni effetti in diversi casi diventano perpetui, quale l’insensibilità sotto la pianta dei piedi o i problemi di funzionalità intestinali, come vedremo in seguito.

Gli effetti più devastanti sono tuttavia causati dalla chirurgia demolitiva. Disturbi fisici di piccola e media portata che comunque riteniamo utile controllare e combattere per migliorare la qualità della vita.

Tornato a casa, dopo i canonici sei mesi di convalescenza, chi più chi meno, si trova così a fare i conti con le magagne che gli restano attaccate come ricordo perenne dell'esperienza con il tumore.

Queste magagne sono spesso differenziate dal genere o dal tipo di chirurgia che si è subita. Ci sono danni fisici e danni psicologici. In Palinuro amiamo confrontarci e parlarne in maniera molto franca e costruttiva!

Il problema del gonfiore alle caviglie è comune a quasi tutti i gli operati ed è causato dall'asportazione dei linfonodi. I’ingrossamento è causato dalla linfa che non ha più i canali per drenare. I rimedi in questo caso si limitano all'impiego di calze elastiche, all'adozione di un cuscino da mettere sotto il materasso per tenere le gambe un po' sollevate durante la notte e alla pratica di sport acquatici.  Persone a cui è stata praticata una neovescica spesso soffrono di permanenza di muco nelle urine. Il muco, spesso, ostruisce e limita il flusso.  I pazienti a cui è stata invece praticata una stomia sono periodicamente afflitti da infezioni alle vie urinarie. Se nel primo caso suggeriamo ciclici trattamenti con prodotti naturali, quali antimucolitici a base di bava di lumaca o aloe, nel secondo caso invece è necessario ricorrere alla terapia antibiotica. Ricordiamo che stare qualche decina di minuti con le gambe sollevate è un ottimo esercizio per smuovere e fare defluire il muco che può essersi compattato nella neo vescica causando difficoltà urinarie.
Qui di seguito riportiamo problemi di taglio più specifico che abbiamo riscontrato sulla nostra pelle. La nostra descrizione di ogni situazione è confortata dal commento dello specialista che ci ha curato.

Ci auguriamo che queste informazioni possano esservi d'aiuto!

 

PROBLEMI SESSUALI

Molto spesso la diagnosi di tumore prostatico o di tumore vescicale comporta il sottoporsi a importanti procedure chirurgiche, farmacologiche o radioterapiche che possono comportare l’alterazione di alcune funzioni dell’organismo: la continenza urinaria e la funzione sessuale.

Quella che molti chiamano “impotenza” ma che più correttamente deve essere chiamata chiamata “disfunzione erettile”, spaventa gli uomini.

Le domande che sorgono sono:

Avviene sempre?

C’è rimedio?

Va detto subito, che molti sono i fattori che incidono, e in particolare dipende da: età, capacità già prima dell’intervento di raggiungere e mantenere l’erezione, tecnica chirurgica utilizzata. estensione del tumore ecc

Oggi per fortuna abbiamo diverse armi per affrontare il problema e risolverlo nella quasi totalità dei casi.

Va comunque detto che la sessualità maschile viene, giustamente, vissuta e valutata in modo individuale, ognuno ha la sua.

 Il comportamento sessuale può variare molto a seconda dell’individuo e assumere un numero infinito di sfaccettature e forme. Infatti, non viene controllato solo da processi biologici estremamente complessi, bensì è anche condizionato da aspetti culturali e familiari, dalle esperienze di vita e dalle proprie convinzioni. Ciascuno di noi stabilisce quali sono le cose importanti per la propria qualità di vita.

Spesso succede che dopo grossi interventi chirurgici (o chemioterapia o radioterapia) alla prostata o alla vescica, ci si ritrova con una diminuita capacità di raggiungere o di mantenere un’erezione sufficientemente rigida e duratura per portare a termine un rapporto sessuale soddisfacente.

Negli ultimi dieci anni circa sono venute disponibili alcune compresse che possono aiutare a raggiungere e a mantenere una buona erezione.

Purtroppo non sempre sono efficaci, in particolar modo quando il problema è originato da un danno che hanno subito i nervi deputati all’erezione. Inoltre molte persone non possono assumere queste compresse per via delle controindicazioni o degli effetti collaterali che si possono verificare.

Cosa fare in questi casi?

 Si lascia perdere tutto?

Si rinuncia?

No.

Si può ricorrere all’uso di iniezioni intracavernose.

Quando si suggerisce questa terapia al paziente spesso si hanno reazioni di rifiuto di questa tecnica. Questo avviene perche si pensa a un qualcosa d’invasivo, alla presenza di un ago, al dolore dell’iniezione, e poi …farla lì!

In realtà l’uso delle iniezioni intracavernose una volta acquisita tecnica e manualità (che deve avvenire sotto controllo specialistico, evitando assolutamente il “fai da te”) è molto semplice, efficace, quasi priva di effetti collaterali, indolore (una puntura di zanzara è molto più fastidiosa), l’uso è “al bisogno”, e va fatta nell’immediato del rapporto sessuale.

Stabilito il giusto dosaggio, permette di ottenere una buona rigidità e questa sarà mantenuta per  un tempo sufficiente lungo tale da poter avere un rapporto sessuale soddisfacente per la coppia. L’erezione che si otterrà, non sarà tutta “chimica” ma si farà in modo che una parte del risultato sia dato dall’aiuto farmacologico, ma questo sarà completato dal desiderio e dalla stimolazione, rendendo così l’incontro molto più appagante per la coppia.

Insomma una…. “iniezione di fiducia”

Inoltre , oltre a far riprendere una attività sessuale soddisfacente, facilita anche una possibile ripresa delle proprie erezioni. Questo perche migliora l’ossigenazione e la elasticità dei corpi cavernosi (che è la struttura anatomica che ci permette di raggiungere e mantenere l’erezione) Molti sono i casi che dopo un periodo di uso delle iniezioni intracavernose queste  si possano sostituire con compresse per la disfunzione erettile.

Alcuni uomini hanno difficoltà a parlare in modo aperto della propria sessualità.

Tuttavia, se i problemi non vengono riconosciuti e individuati, sarà difficile trovare delle soluzioni insieme al medico e al/alla partner. Per questo motivo si  raccomanda di affrontare l’argomento della sessualità con il suo medico specialista già prima dell’inizio della terapia.

RISERVATO AI SOCI DI PALINURO:

Per un incontro preliminare gratuito con Luigi Barbieri che si occupa della gestione delle iniezioni intracavernose per le disfunzioni erettili, potete chiamarlo al n°339 2795693.

 

INDEBOLIMENTO PAVIMENTO PELVICO

PAVIMENTO PELVICO POST CHIRURGIA

La Nostra Esperienza

A seguito dell'intervento di cistectomia, la riabilitazione del nuovo apparato urinario con neovescica è in gran parte lasciata al paziente.
Sono stata dimessa con informazioni, da parte degli infermieri e dell'urologo che mi ha operata, sicuramente utili, ma la comprensione dei muscoli da allenare per evitare o diminuite l'incontinenza spettava ovviamente a me.
Trascorse circa 6 settimane dall'operazione, la tenuta del nuovo organo era sicuramente buona, ma ritenevo importantissimo migliorare ancora e sapendo che i progressi in questo senso si possono ottenere fondamentalmente entro i primi 6/8 mesi post cistectomia, ho pensato ad un aiuto qualificato. Lo scopo, raggiunto in seguito, era l'eliminazione totale - diurna e notturna - dell'incontinenza.
Navigando in internet, ho scoperto che esistono corsi di allenamento del pavimento pelvico all'interno del circuito delle piscine comunali di Milano: presenti quindi in diverse zone della città di Milano, oltretutto ad un costo assolutamente contenuto. Prima di iscrivermi, ho contattato l'ostetrica responsabile che, dopo aver ascoltato il mio percorso clinico, mi ha dato l'ok: gli insegnamenti che venivano impartiti alle neomamme o signore over 50/60 anni, potevano essere utili anche alla mia muscolatura ovviamente diversa...
Il corso ha avuto cadenza settimanale, 6 incontri di un'ora e mezza ciascuno con esercizi da ripetere a casa, condizione obbligatoria per ottenere reali benefici. E così é stato: ho conosciuto una parte del mio corpo che difficilmente si sa controllare, ho imparato ad ascoltare alcuni segnali e rinforzare muscoli che troppo spesso dimentichiamo di avere. Ho capito che respirare correttamente è la base per ogni allenamento e concedere una decina di minuti al giorno al pavimento pelvico é, per noi donne, un investimento sul futuro.
Non si é soli dopo le dimissioni: esistono strutture ospedaliere per la valutazione e il controllo dell'incontinenza, corsi come quello al quale mi sono iscritta io, aiuti diversi e qualificati: il trucco é sempre quello, non demoralizzarsi e cercare il percorso migliore per ognuno di noi.

La Parola al Professionista

   I disturbi perineali (incontinenza urinaria, fecale, stipsi, prolasso genitale, dolore perineale cronico, disturbi sessuali) costituiscono un importante motivo di disabilità con una pesante ripercussione sulla sfera personale, emotiva e comportamentale.

   E’ importante avere una conoscenza di queste problematiche per affrontarle in modo sereno ed avere possibilità concrete di miglioramento  ed è  fondamentale che venga acquisita la consapevolezza che il modo migliore per prevenire, ridurre, eliminare i disturbi legati alla patologia e migliorare le capacità funzionali,  comporti inevitabilmente una modificazione delle scorrette abitudini consolidate.

   L’incontinenza di per sé è un sintomo e non una diagnosi, le sue cause sono multifattoriali e coinvolgono molteplici distretti corporei; la continenza è infatti il risultato dell’integrità anatomico-funzionale sia del sistema nervoso centrale e periferico sia dei sistemi fasciali e muscolari che a livello pelvico concorrono al suo mantenimento.

   Le abitudini di vita,  il peso corporeo,  la storia ginecologica, ostetrica, i processi di invecchiamento, la menopausa, patologie concomitanti,  interventi chirurgici, terapie farmacologiche,  possono condizionare sia la comparsa del sintomo sia la sia gravità e/o il suo peggioramento nel tempo.

    Il corso che propongo è un programma di esercizi svolti in gruppo, (otto incontri della durata di un’ora e mezza),  in ambiente non sanitario, rivolto a donne con /o a rischio di patologia ,  finalizzato al raggiungimento di un maggior benessere.

   Durante gli incontri, oltre alle informazioni per  un corretto comportamento, saranno proposti esercizi che faciliteranno la contrazione elettiva del muscolo pubo-coccigeo distinguendo le contrazioni sinergiche di muscoli perineo agonisti (adduttori e glutei) ed antagonisti (addominali e diaframma); inoltre saranno proposti esercizi per l’attivazione muscolare ed articolare diretti a migliorare l’aspetto posturale e dinamico del corpo sviluppando al massimo l’attenzione su ciò che si sta facendo e con particolare attenzione ad una respirazione corretta.

   La scuola Francese propone una rieducazione globale (toraco-addomino-pelvica) , il cui reclutamento non è dissociabile,  affermando che la debolezza di una delle componenti è conseguenza di un difetto di sinergia tra le tre componenti ed il mio lavoro va in questa direzione.

   L’ obiettivo sarà dunque consapevolezza e semplici esercizi che dovranno essere ripetuti al domicilio e mantenuti nel tempo.

 

DISTURBI CRONICI INTESTINALI

Disturbi cronici intestinali dopo l'asportazione chirurgica della vescica

Tra le problematiche più diffuse rientrano la comparsa di dissenteria e la mancata informazione da parte di pazienti e medici sulla gestione di tale disagio.

Quali medicinali aiutano?

Tra i vari studi effettuati tre sono i farmaci principalmente utilizzati nelle terapie: Colestiramina, Loperamide e/o Psillio.

La colestiramina è una molecola che lega gli acidi biliari nell'intestino favorendo così una maggiore regolarità.

La loperamide invece è un farmaco con attività antidiarroica, in particolar modo si tratta di un antiperistaltico. Nonostante si tratti di un oppiaceo il suo effetto rimane localizzato a livello intestinale.

Infine c'è lo psillio appartenente alla categoria delle fibre idrosolubili. A contatto con l'acqua infatti, i semi si aprono completamente e aumentano di volume fino a 50 volte rispetto alla loro forma secca. Viene utilizzato sia in caso di diarrea che in caso di stipsi.

Possibili cause:

Secondo alcuni studi è emerso che in concomitanza dell'asportazione della vescicaaumenti la frequenza di evacuazione, alcune di queste sotto forma di diarrea.

Tra le maggiori cause rientra il mancato assorbimento degli acidi biliari. Alcuni pazienti invece non hanno rilevato alcun sintomo, altri invece soffrono di colon irritabile.    

 

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