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Archivio news

Tutte le news comparse sul sito Palinuro

 Camminata delle Associazioni                           

Durante il mese di maggio, in tutto il mondo, pazienti, famiglie, amici e personale medico si mobilitano per una campagna di sensibilizzazione che ha lo scopo di mettere in evidenza i principali aspetti riguardanti il TUMORE ALLA VESCICA, promuoverne la conoscenza dei sintomi, migliorarne la diagnosi precoce e stimolare maggiori investimenti nella ricerca.

Trasmettere maggiori informazioni sulla patologia è molto importante!

Per questo motivo, tra le altre numerose iniziative messe in atto per una sensibilizzazione ampia e capillare, Associazione PaLiNUro - Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali - ha deciso di partecipare alla PLACENIA HALF MARATHON (https://www.placentiahalfmarathon.com/) ed essere presente con un gazebo informativo sulle attività dell’Associazione e sulla patologia.

Durante la giornata verrà anche dato avvio alla Sezione Emilia-Romagna di PaLiNUro.

Modalità di partecipazione:

HALF MARATON – partenza ore 09.30

Consiste in un percorso di 21,097 km. Per partecipare occorre essere iscritti alla FIDAL, o a un gruppo sportivo affiliato ad essa, o essere possessori di RUNCARD.

Costo: € 20,00 ENTRO IL 1.4.2020 - € 25,00 ENTRO IL 30.4.2020

Se non hai questi requisiti, puoi iscriverti ad un gruppo Fidal (ad esempio la ASD Placentia, acquistare la Runcard dalla Fidal o acquistare la Runcard con la ASD Placentia, il costo è sempre 30 €, che si aggiunge al costo di iscrizione.

In tutti i casi è necessario il certificato medico per l'attività agonistica dell'Atletica Leggera.

INFORMAZIONI DETTAGLIATE e ISCRIZIONI: https://www.placentiahalfmarathon.com/iscrizioni

CAMMINATA DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO – partenza ore 09.00

E’ una camminata lunga circa 2 km, ma densa di situazioni emozionanti. Vi vedrà impegnati, se lo vorrete, per tutta la mattinata e potreste decidere di trascorrere anche il resto della giornata con noi. All’arrivo ci saranno spettacoli e animatori e per chi lo vorrà ci sarà la possibilità di pranzare. 

ISCRIZIONI: si può partecipare solo tramite un’Associazione. E’ possibile prenotare il pettorale di PaLiNUro entro l’8 APRILE 2020 compilando un brevissimo form a questo link: https://bit.ly/2tBfGCM

Il costo del solo pettorale, per le spese organizzative e la copertura assicurativa, è di € 2,50. Vi chiederemo in loco una quota di partecipazione minima di € 5,00. Il ricavato verrà destinato alla copertura dei costi delle numerose attività dell’Associazione.

  • Ore 08.30: ritrovo al Parcheggio adiacente Via Alberici/Pubblico Passeggio per consegna pettorali PaLiNUro
  • Ore 09.00: Inizio Camminata delle Associazioni – arrivo in P.za Daturi
Per informazioni:
- Delegato PaLiNUro Provincia di Piacenza Massimo Ravella cell. 335 454 304
- Laura Magenta/Associazione Palinuro cell. 3479636838 social@associazionepalinuro.com 
 

Foto Alfredo Gavazzeni

Che bello dovere ringraziare questa meravigliosa coppia per avere fatto convergere fondi destinati ai regali per il loro matrimonio, che si è svolto lo scorso 7 dicembre 2019, nelle casse di PaLiNuro! Sono arrivati ben 22.000 euro, una fortuna per PaLiNUro. È questo un atto di grande generosità da parte degli sposi e dei loro amici e congiunti. Naturalmente desideriamo ringraziare accoratamente tutti!
La storia a lieto fine ha coinvolto in prima persona Alfredo, uno di noi. Molto giovane, solo 45 anni. Il suo tumore alla vescica, diagnosticato ai primi del 2018, si è risolto in tempi brevissimi. Dopo tre cicli di immunoterapia neoadiuvante, praticati all’Istituto dei Tumori di Milano, Alfredo è stato operato all’ospedale San Raffaele di cistectomia radicale con la costruzione di una neovescica. Tutto è andato alla perfezione e dopo i canonici sei mesi post chirurgia eccolo tornato alla normalità e felicemente sposo della sua Claudia.
Non c’è modo migliore per uscire dal tunnel della malattia che regolarizzare un legame consolidato da anni e allietato da Giacomo (8 anni) e Pietro (6 anni)!
Allora uniamoci tutti al loro brindisi e: “Lunga vita agli sposi!”.
La donazione è completamente confluita nel fondo Federico Fiorani, destinato alla Ricerca indipendente contro il cancro dell’uretelio.


Come vi abbiamo promesso a novembre, stiamo monitorando continuamente la situazione relativa alla carenza dei due principali farmaci indispensabili per i pazienti affetti da tumore superficiale. Quanto sintetizzato qui di seguito corrisponde ad aggiornamenti che ci sono pervenuti dai due principali players che agiscono sul territorio italiano in data 31 Gennaio 2020.
Entrambe le Società hanno regolarmente segnalato ad Aifa le carenze dei loro prodotti.
 
Per quanto riguarda la Mitomicina, commercializzata in Italia dalla Kyowa Kirin Srl, la società ha comunicato il ritiro volontario dal mercato a causa di grandi problemi di standard produttivi. Il 50% della domanda è attualmente coperto dal prodotto generico, l’azienda produttrice (MEDAC) ci conferma l’informazione dell’imminente lancio del prodotto di un nuovo produttore che dovrebbe portare la regolarizzazione della situazione entro 2/3 mesi al massimo. Aifa nel frattempo ha dato alle strutture sanitarie l’autorizzazione all’importazione del medicinale dall’estero con precise indicazioni per la razionalizzazione dell’uso del medicinale disponibile https://www.aifa.gov.it/en/-/aggiornamento-sulla-carenza-del-farmaco-mitomycin--1.
 
In merito al BCG, l’azienda fornitrice del farmaco a marchio Oncotice (MSD) ha notificato una situazione di temporanea carenza sul mercato a causa della fortemente ridotta fornitura del farmaco generico (prodotto e commercializzato in Italia da MEDAC), l’azienda produttrice è comunque in grado di coprire il 50% della richiesta. La data di ripresa della disponibilità sul mercato di Oncotice è attualmente prevista per il 6 febbraio 2020, nemmeno a una settimana di distanza da quando è stata spedita la presente newsletter. Qualcuno potrà avvertire dei temporanei disagi eccedenti alla data del 6/2 legati ai tempi della logistica (distribuzione fisica del prodotto).
  
Le società scientifiche SIU e SIURO hanno stilato un documento comune che fornisce linee guida utili a supportare il clinico nella scelta di eventuali alternative terapeutiche in caso di carenza di BCG: https://www.siu.it/news/urologia/raccomandazioni-sulle-alternative-terapeutiche-in-caso-di-carenza-di-mitomicina-c-e-bcg-per-il-trattamento-dei-tumori-nmi-della-vescica
 
Nel contesto europeo dobbiamo considerare che la situazione italiana è privilegiata rispetto a quella di diverse nazioni che sono invece in serie difficoltà soprattutto causate dalla presenza di un solo produttore accreditato dalla Società del farmaco territoriale. Continueremo ad avere uno stretto monitor sulla situazione delle carenze e sarà nostra premura darvi periodicamente informazioni aggiornate. Dal canto vostro vi preghiamo segnalarci, come sempre, le situazioni particolarmente critiche.


Pillole  di Informazione  dal 2°  Congresso PaliNUro

    Oggetto del Congresso  : a) Focalizzare l’attenzione dei lavori sul paziente dal punto di vista umano, “dell’ uomo che soffre”;

                                          b) Fornire indicazioni sia dal punto scientifico, conoscere vuol dire curarsi meglio, avere maggior cura di se’ ; essere consapevoli del cosa fare ;

                                            c)sensibilizzare sempre di piu il mondo politico della sanità ai problemi reali legati alla necessità della diagnosi precoce, delle strutture all’avanguardia, dei trattamenti successivi , non da ultimo dell’accompagnamento del paziente durante il difficile percorso delle cure palliative verso il fine –vita, ( importanza della figura del care-giver ).

Sintesi : Obiettivi largamente raggiunti visto l’elevato livello scientifico dei relatori e delle relazioni presentate al vario ( non solo pazienti) e numeroso pubblico presente in aula fino alla fine dei lavori.

 Tre sono  i Punti dove soffermarmi :  1I la sempre maggiore importanza attribuita ai primi sintomi di malattia riferiti al Sistema Urinario, in base alla sede è sempre più importante “ giocare d’anticipo “ con indagini diagnostiche appropriate allo scopo di ottenere la diagnosi piu precoce possibile e cercare sempre un 2° parere scientifico , ben consapevoli che la strada in apparenza piu semplice non è detto che sia la migliore da percorrere.

3) la ricerca va avanti consempre  maggiore importanza alle terapie biologiche e alle nuove frontiere della Genetica  ai fini di agire nella prevenzione sui parenti di soggetti affetti ( allo studio varie possibilità di intervento).

 Nel ringraziare tutti per la collaborazione  , informo che sto lavorando  per portare i nostri volontari ,bravi, ormai accreditati , nei reparti.

Auguro  a tutti Buone Feste ,

Grazie

Dr.ssa Lorella Carolis

Sede di Roma / Lazio


Roma ,18/11/2019

 NEWS  Romane  sullo Stato dei lavori negli ospedali :

Buongiorno a  tutti, con grande piacere rompo il silenzio di questi ultimi mesi,  in realtà burrascosi;

con piacere e orgoglio devo ammettere che dopo duro lavoro diplomatico, burocratico e fisico,

per lo piu svolto dal Presidente Fondatore di PaLiNUro, dr Fiorini da Milano, e dalla sua segretaria , Laura,

siamo stati finalmente accreditati per prestare il nostro ausilio  al S.Camillo e, in fase conclusiva anche

l'iter burocratico  per il P.Gemelli di Roma -

Al S.Camillo nel mese di luglio abbiamo incontrato la Triade Chirurgo- Oncologo - Radioterapista , ed è emerso

 a) rassicurazione su  protocolli di gestione patologia condivisi , primo elemento di interesse mio personale ,-si, non dimentichiamo che PaliNUroma nasce sull'errore diagnostico-terapeutico nel  mio vissuto personale , e non potrei tollerare una  presa in carico del paziente non completa nella struttura di riferimento.

b) grande interesse per il lavoro dei volontari, mai come ora di utile affiancamento al personale infermieristico e di grande supporto per malati e loro famiglie

c) stimolo a crescere da parte degli ospedali e, fare di Roma un ponte da nord a sud.

Personalmente , non perdo occasione per ricordare che le neoplasie uroteliali  piu gravi e subdole riguardano l'uretere,quanto meno  li induco a pensarci...visto mai  !!!

Chi ha veramente voglia di sapere e capire come si prepara un volontario, avrà voglia di leggere l'allegato , ove è stabilito cosa gli viene richiesto. Leggi Link

Con l'occasione ringrazio Stefania, nostra prima volontaria pronta sul campo, appena superato vari test di prova, brava Stefania .

Posso concludere che essere presenti in ospedale ci rassicura? dai, consentitemelo..

Grazie  infinite, a  voi tutti

Lorella Carolis

Incontro con la Joint Commission International  e Direzione P.Gemelli


Fake

Malgrado dobbiamo lottare con una patologia che è già impegnativa per conto suo, siamo il bersaglio ideale di gente poco scrupolosa con i nostri click sulle loro pagine Internet fa i soldi, vendendoci delle panzane e alimentando le nostre ansie e il nostro stress.

Cosa credete abbia pensato quando mi sono visto recuperare questo link sul mio WhatsApp?...

https://www.essere-informati.it/la-chemioterapia-non-funziona-arriva-la-conferma-delloms/?fbclid=IwAR0FfMaP_pYazSUuzLsaryoHIUN2FH5eXO_w-70jhpd0B2dkDEZXU_ZMyqQ

Una fake!...e, giuro, non mi sono minimamente preoccupato per la notizia ma invece mi sono preoccupato tanto per la creduloneria della persona che, probabilmente in balia del panico me l’aveva inoltrata.

Lo sapete che l’obiettivo più ambito dai predatori di Internet, oltre ai bambini (genitori di) sono i malati oncologici. Questi “schifosi” speculano sulle persone più deboli per avere una manciata di click in più e, per ogni click, qualche soldo in più che gli viene riconosciuto dal dottor Google.

Stiamo assistendo alla cosiddetta disinformazione on-line a livello globale, un fenomeno subdolo e dalle diverse e complesse implicazioni, che fa leva sul senso di angoscia, talvolta di disperazione dei pazienti, sfruttando l’affannata ricerca di speranza.

È vero, è triste che a tutti i problemi che già ha una persona ammalata di cancro si debba aggiungere la preoccupazione e lo stress causato da queste persone senza scrupoli.

E si che un anno fa, proprio da questa newsletter,  vi avevo messo in guardia: “SALUTE IN INTERNET: UN DECALOGO PER NON CORRERE RISCHI”. https://www.associazionepalinuro.com/2-non-categorizzato/133-salute-in-internet-un-decalogo-per-non-correre-rischi.html

Oggi però desidero tornare sull’argomento per cercare di fare un punto definitivo che vi permetta di discriminare facilmente una “fake” da una notizia vera.

Intanto andiamo alla definizione di fake news: “Notizie volutamente fuorvianti costruite per aumentare le visite al sito, informazioni non in buona fede e con indicazioni errate, o che intendono vendere attività del tutto prive di fondamento scientifico”.

Dopo il decalogo di Cipomo,  desidero oggi trasferirvi i 7 consigli  per i lettori di tutto il mondo redatti da International Fact-Checking Network diffusi in Italia da “Intermedia” la Società che si occupa di comunicazione per  conto di AIOM, la nota Società Scientifica nota per la redazione delle Linee Guida:

  • Verifica sempre le fonti che stanno dietro un articolo/testo/teoria
  • Leggi un articolo non limitandoti al titolo
  • Controlla l'autore di quella notizia
  • Se hai dubbi fai ulteriori ricerche online
  • Controlla che i numeri citati siano corretti
  • Esci dalla bolla informativa che ti è congeniale leggendo anche opinioni diverse dalla tua
  • Chiedi il parere di esperti in quella determinata materia

In modo particolare andando a verificare le fonti del messaggio ricevuto dalla mia “PaLiNUra” il 17 settembre u.s.  vedo che cliccando su Google il  sito “essere informati”  il primo risultato che trovo è che è in "the black list".  la lista nera dei siti bufala. In modo più particolare è un sito definito “clickbait”,

i cui gestori sono aggregatori di notizie, copia incollatori, senza alcuna verifica dei fatti con titoli accattivanti per attrarre il lettore.

Però consolatevi. Non siete i soli ad avere abboccato: Più di 9 milioni di italiani  sono stati vittima di fake news nel campo della salute.  E 4 italiani su 5 non sanno riconoscere una fakenews.

Proprio per evitare il perpetrarsi di questa situazione  Fondazione AIOM (e AIOM), il 26 marzo 2018, hanno realizzato il portale «Tumore, ma è vero che?» dedicato a combattere le fake news in oncologia e a promuovere la prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le nuove terapie innovative.  In questa iniziativa è attivo un Comitato scientifico composto da un gruppo di oncologi è a disposizione per rispondere alle numerose richieste di chiarimenti che arrivano tutti i giorni dai cittadini e che confermano l’assoluta esigenza di chiarezza.

Dal 26 marzo 2018 ad oggi «Tumore, ma è vero che?» ha individuato:

  • 400 bufale
  • 175 fake news sulle cure alternative
  • 160 sulle cause dei tumori

Proprio in merito a questa fakenews ho scritto personalmente  «Tumore, ma è vero che?».

Ecco la risposta che ho ricevuto:

Gentilissimo, grazie per aver visitato il sito e grazie per il commento.
Come ha già potuto notare, abbiamo già provato a commentare il
problema sul nostro sito. Naturalmente il nostro commento può essere
citato, meglio ancora inserendo i link alle pagine:

https://www.tumoremaeveroche.it/cancro-cosa-si-nasconde/e-vero-che-nel-97-dei-casi-la-chemioterapia-non-funziona/

https://www.tumoremaeveroche.it/cancro-cosa-si-nasconde/la-chemioterapia-e-una-pratica-assassina/

https://www.tumoremaeveroche.it/cancro-cosa-si-nasconde/e-vero-che-esiste-una-cura-per-il-cancro-ma-viene-occultata-dalle-case-farmaceutiche/

La prossima volta, prima di abboccare, fatelo voi direttamente!


PDTA DEL TUMORE ALLA VESCICA

I nostri commenti, i nostri contributi

 

CONTENUTO:

 

Generale

Il Paziente al Centro del PDTA

PDTA nazionale del carcinoma della vescica – La nostra analisi

Commenti, considerazioni e raccomandazioni  sul PDTA del Tumore della Vescica

Informazioni per il paziente

Considerazione conclusiva

 

PDTA del Tumore della Vescica – GENERALE

Dopo avere partecipato alla Consensus Conference Uro-Oncologica del 27 giugno 2019, a Bologna, e dopo avere letto quanto è stato sviluppato, proposto e discusso in merito al PDTA del carcinoma della vescica riteniamo utile al fine del completamento di questo importante lavoro, sottoporvi alcune riflessioni a titolo di contributo da parte dell’unica Associazione di Pazienti coinvolta in questa patologia.

Premettendo che comprendiamo tutte le criticità che avete dovuto affrontare per il perseguimento dell’obiettivo del consenso e della condivisione, auspichiamo ora che i  tempi di applicazione di quanto definito a Bologna  possa diventare esecutivo al più presto.

Altra importante premesse è che naturalmente non desideriamo fare alcun commento legato gli aspetti clinici, diagnostici e terapeutici. A Milano c’è un proverbio che recita “Ofellee fa el sò mestee”, che significa che per certe cose bisogna lasciar lavorare i professionisti, quelli che hanno una specifica competenza.

Cionondimeno ci piacerebbe che alcuni indicatori di efficienza/appropriatezza (vedi: tempi refertazione istologica del tessuto prelevato in corso di resezione endoscopica (20 gg.) oppure Volume di pazienti sottoposti a cistectomia radicale secondo un timing adeguato - entro 8 settimane dalla refertazione patologica di malattia invasiva = buono se pari o superiore all’80% - assurgessero  a rango di “must”.

Questo bisogno, che risponde a una necessità clinica, dal punto di vista del paziente  ha invece valore psicologico in quanto più lunghi tempi d’attesa influiscono negativamente sullo stress e sugli stati d’ansia della persona malata.

In generale i due aspetti più delicati, che come Associazioni interessata ci sembrano costituire le barriere alla messa in atto di un progetto che copra efficacemente le quattro lettere che formano l’acronimo PDTA sono più di natura umana e culturale che organizzativa:

  1. TEAM MULTIDISCIPLINARE / MULTIPROFESSIONALE

Perché questa filosofia di lavoro, che è uno dei principi base del PDTA stesso,  sia efficace è necessario un cambiamento culturale da parte dei medici che, dal paradigma:

il “mio” paziente

dovrebbero passare a quello:

il “nostro caro” paziente

Nello studio teorico della costruzione di un PDTA abbiamo letto che una delle caratteristiche dei membri del Gruppo di Lavoro dovrebbe essere la motivazione ego ed etero riferita. Crediamo tuttavia che la scelta della figura del Team Leader sia di fondamentale importanza. Infatti affinché un team funzioni bene (in modo efficace ed efficiente) è necessario che ci sia una persona che “ci creda in prima persona” e che sia in grado di condurre e valorizzare le singole risorse, nei doversi momenti del confronto e della discussione del team multidisciplinare stesso.  Tuttavia vi prego prendere questa considerazione a titolo di contributo personale, avendo esercitato lo scrivente una lunga carriera nel management.

  1. ASPETTI ASSISTENZIALI DEL PDTA

 Anche se apprezziamo lo sforzo, nelle intenzioni, di tenere conto del paziente abbiamo sentito poco parlare, almeno per il momento,  della concreta partecipazione attiva del paziente o delle Associazioni che lo rappresentano. Abbiamo anche sentito parlare in modo marginale e, soprattutto non dettagliato, degli aspetti legati alla Assistenzialità e al Coinvolgimento attivo del Paziente.

In questo contesto abbiamo tra l’altro visto messa in scarsa evidenza la figura del Case Manager che, a nostro avviso, dovrebbe  avere un ruolo di collegamento prioritario  tra TMD e Paziente.

IL PAZIENTE AL CENTRO DEL PDTA

Cosa si chiedono paziente e caregiver all’inizio del percorso di cura?

  • Sono nel posto giusto?
  • È stato sentito il parere di tutti gli specialisti?
  • La cura è quella più adatta al mio caso?
  • Ci sono terapie innovative?
  • È disponibile qualche sperimentazione?
  • Chi può aiutarmi nel percorso oltre al medico?

Il paziente infatti vuole sapere, possibilmente con parole semplici.

Nello sviluppo di un PDTA è pertanto di fondamentale importanza la condivisione delle opzioni terapeutiche con il paziente che deve essere informato in modo adeguato e reso consapevole della diagnosi, della prognosi e dei possibili effetti indesiderati dei vari trattamenti.

I benefici che derivano ad un paziente informato sono:

  • un maggior controllo sulla situazione;
  • un maggior coinvolgimento, che aumenta la volontà di aderenza alle scelte terapeutiche fatte;
  • maggior consapevolezza e accettazione in caso di passaggio dalla terapia alle cure palliative.

Oltre a ciò è bene ricordare che il Coinvolgimento Attivo (Engagement) nel processo di cura  risulta essere una possibile risposta al miglioramento dell’efficienza del Sistema. La persona informata e proattiva è attualmente una risorsa poco valorizzata, ma essenziale per migliorare l’efficacia e la sostenibilità dei processi di cura.

Le ricerche mostrano infatti come il coinvolgimento attivo dei malati nel processo di cura abbia

un impatto

  • sui risultati clinici,
  • sui comportamenti preventivi e
  • sui costi sanitari

 

Insomma fa bene a tutti!

 

 

PDTA NAZIONALE DEL CARCINOMA DELLA VESCICA – LA NOSTRA ANALISI

Le cose di cui prendiamo atto (estratto del documento ufficiale)

 

MISSION TMD Uro-Onco                                                                                                             

  • Agevolare la creazione di team multidisciplinari
  • Trasformare un team multidisciplinare in team multiprofessionale
  • Agevolare un processo culturale
  • Advocacy Group – Coinvolgimento delle Associazioni pazienti
  • Unanimità di pensiero scientifico da trasferire ai decision makers istituzionali

 

Sezione 1. Standard e item per il set up di una Genito-Urinary Cancer Unit / Network / Team Multidisciplinare:   requisiti generali e massa critica

13  Non Core Team

  1. Un Medico Oncologo palliativista responsabile dei trattamenti palliativi e Best Supportive Care.

   Obbligatorio.  Attivazione: 1 anno

  1. Uno Psicologo con esperienza nella gestione dei pazienti affetti da neoplasia genito-urinaria. Se lo Psicologo non è membro attivo della GU-U o dei GU-N la sua collaborazione anche in networking deve essere definita formalmente

Obbligatorio.   Attivazione: 1 anno

  1. Uno o più Fisiatri e uno o più Fisioterapisti con esperienza nella prevenzione e nel trattamento delle complicanze peri-operatorie oltre che nella preabilitazione e riabilitazione precoce post-operatoria

Obbligatorio.    Attivazione: 1 anno

14 Non Core Team. Uro-andrologo e Urologo funzionalista

  1. Un Urologo con competenza in Andrologia e riabilitazione sessuale coadiuvato da un infermiere qualificato

Obbligatorio.  Attivazione: 1 anno

  1. Un Urologo funzionalista esperto nella riabilitazione funzionale e in particolare della continenza urinaria post-operatoria

Obbligatorio.    Attivazione: 1 anno

15 Non Core Team. Geriatra

Un Medico Geriatra esperto nell’assistenza a pazienti anziani affetti da neoplasia vescicale. Se il Geriatra non è membro attivo della GU-U o dei GU-N la sua collaborazione anche in networking deve essere definita formalmente

Facoltativo.

16 Coordinatore dei Trial Clinici

Uno o più Coordinatori di trial clinici, sia figure mediche che infermieristiche e amministrative, responsabili della gestione degli studi clinici e dei protocolli di ricerca. Il ruolo di Coordinatore dei trial clinici può essere coperto anche da un componente del Non Core Team

Facoltativo. 

GU-U / GU-N / TMD – Organizzazione Clinica

17 Meeting Multidisciplinari

  1. Almeno un incontro multidisciplinare alla settimana per la gestione di nuovi casi di pazienti affetti da neoplasia vescicale o di pazienti con recidiva di malattia dopo trattamento primario.

I casi da discutere nei Meeting multidisciplinari saranno selezionati da un Case Manager identificato tra i membri del TMD

Obbligatorio.  Attivazione: immediata

  1. E' raccomandabile che il caso clinico venga discusso nel Meeting Multidisciplinare non oltre 15 giorni dal completamento della diagnosi e della stadiazione clinica della malattia

Obbligatorio. Attivazione: immediata

19 Follow-up

Tutti i pazienti devono essere seguiti nel periodo successivo al completamento di ogni procedura terapeutica (follow-up) sotto la supervisione di un membro del Core Team (preferibilmente il responsabile del trattamento iniziale) o da personale professionale formato e attivamente collaborante con la GU-U / GU-N

Obbligatorio      Attivazione: immediata

  1. 1. I membri del Core Team al termine dell’incontro multidisciplinare devono giungere ad un accordo circa le indicazioni cliniche. Tale accordo deve essere riportato in un documento scritto firmato in formato digitale da tutti i membri presenti al meeting

Obbligatorio.  Attivazione: immediata

GU-U / GU-N / TMD – Item di set up

23 Disponibilità dei Servizi

Un foglio sintetico in formato digitale, chiaro e facilmente comprensibile contenente diagnosi,  trattamento consigliato e programma di follow-up  deve essere redatto a seguito della  valutazione multidisciplinare e reso disponibile per il paziente

Obbligatorio      Attivazione: immediata

24 Disponibilità dei Servizi

  1. I referti istologici contenenti gli elementi di diagnosi di neoplasia vescicale avvenuta in base a prelievi bioptici, esiti di TUR o di cistectomia dovrebbero essere comunicate al paziente da un membro del Core Team della GU-U o del GU-N

Obbligatorio.   Attivazione: immediata

  1. Sarebbe preferibile che un supporto psicologico sia disponibile al momento della comunicazione della diagnosi

Facoltativo.

  1. La GU-U o il GU-N deve disporre di almeno uno spazio dedicato per i colloqui con il paziente in grado di garantire il dovuto confort e la dovuta privacy

Obbligatorio.  Attivazione: immediata

25 Disponibilità dei Servizi

I pazienti che hanno ricevuto un trattamento devono essere seguiti in follow-up dai membri della GU-U o GU-N o in alternativa da medici collaboranti con la GU-U o GU-N

Obbligatorio.   Attivazione: immediata

 

29 Patient Advocate or Advocacy  Group Member

Membri di Fondazioni, Organizzazioni locali, Regionali o Nazionali rappresentanti I pazienti oncologi, dove presenti, dovrebbero essere integrati nel network di comunicazione e confronto medico-paziente della GU-U o del GU-N

Obbligatorio.   Attivazione: 2 anni  (Perché?...).

 

PRIMA CONSIDERAZIONE

Come associazione di Pazienti immaginiamo che il SSN e/o le singole strutture ospedaliere non abbiano (o possano trovare) le risorse umane ed economiche da destinare alla copertura dei costi di una figura professionale dedicata nel Case Management. Probabilmente il problema delle risorse impatta già anche con quanto definito nella Consensus conclusiva di  Bologna.

Siamo tuttavia consapevoli che i PDTA rappresentino la contestualizzazione delle Linee Guida, relative alla patologia nelle specifiche realtà  di ogni singola azienda ospedaliera permettendole  il miglior percorso praticabile all'interno della propria organizzazione.

Siamo quindi  convinti che a livello nazionale sia opportuno esternare e palesare tutti gli aspetti degni di attenzione per miglioramento al fine del benessere del paziente. È chiaro che poi ogni organizzazione dovrà fare i conti con le proprie risorse e, come sempre operare delle scelte.

Tuttavia alcuni punti, non legati al puro aspetto economico, ci sembrano imprescindibili, pertanto ad ognuna delle nostre evidenze abbiamo voluto dare un punteggio da 1 (difficile /scarsa fattibilità)  a 3 (facile/alta fattibilità) in termini di:

  • Impegno economico;
  • Impegno organizzativo;
  • Competenze specifiche.

Ad integrazione di quanto riportato nel punto 29 del GU-U / GU-N / TMD – Item di set up

Riteniamo inoltre che, con un po’ di buona volontà , sia possibile coprire parte delle attività sotto evidenziate attraverso la stretta collaborazione tra gli infermieri professionali in carico alle strutture ospedaliere stesse e le Associazioni di Volontariato.  PaLiNUro, naturalmente da la sua disponibilità fino da ora!

Loghi ocietà Scientifiche

PDTA del Tumore della Vescica – MAPPE (Riclassificazione PaLiNUro)

 

  1. Percorso diagnostico e definizione del grading

 

TUMORE SUPERFICIALE

 

  1. NMIBC a basso grado (G1-2), basso rischio di recidiva e basso rischio di progressione

* primitivo, cTa, citologia negativa, < 3 cm, singolo.

Stadio clinico: ecografia + citologia +/-cistoscopia

 

  1. NMIBC a basso grado (G1-2), alto rischio di recidiva e basso rischio di progressione *cTa, cT1, recidivo, citologia negativa, >3 cm/plurifocale.

Stadio clinico: ecografia + citologia +/-cistoscopia

  1. NMIBC ad alto grado (G2-3), alto rischio di recidiva e basso rischio di progressione

 

*Ta, cT1, primitivo, <3 cm, singolo, CIS assente/monofocale, UP negativa

Stadio clinico: URO-TC + TURBT

  1. NMIBC ad alto grado (G2-3), alto rischio di recidiva e alto rischio di progressione

*cT1,primitivo/recidivo, > 3 cm, con CIS/ UP positiva, BCG failure.

Stadio clinico: URO-TC + TURBT

TUMORE INFILTRANTE

 

  1. MIBC cT2 - cT4a

Stadio clinico locale: URO-TC +  TURBT

  1. MIBC cT4b

Stadio clinico locale:

URO-TC (RM) + TUR

  1. MIBC N2,N3/M+

Stadio clinico:

TC Torace, URO-TC  (RM); Scint. Ossea

 Società Internazionali

 

Flow Char Assistenzialità

Commenti, considerazioni e raccomandazioni

sul PDTA del Tumore della Vescica

Esclamativo

 

PRESA IN CARICO (DOPO LA DIAGNOSI)

Si suggerisce di prevedere congiuntamente al programma di stadiazione (neoplasia accertata), la consegna di un opuscolo informativo di sintesi sulla patologia e sui dati utili per l’ammalato e per il caregiver. Suddetto opuscolo potrebbe essere fornito dal Case Manager o da un Volontario dell’associazione dei Pazienti.

Le informazioni contenute dovrebbero essere:

  • Indicazione degli steps del percorso clinico
  • Spiegazioni della diagnostica e degli eventuali trattamenti
  • Sostegno psicologico modalità e coordinate per accedere al servizio
  • Numeri di telefono utili = CAS / Case Manager e Segreterie Specialisti TMD)
  • Diritti dell’ammalato
  • La coordinate per una sistemazione logistica conveniente per il caregiver, nel caso la residenza dell’ammalato fosse fuori Regione.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 3

DISCUSSIONE CON TMD – Punti 23 e 24 GU-U / GU-N / TMD – Item di set up

 

  1. Un foglio sintetico in formato digitale deve essere reso disponibile per il paziente.
  2. I referti dovrebbero essere comunicate al paziente da un membro del Core Team.

Dopo diverse considerazioni e confronti interni ed esterni all’associazione , per i pazienti pei i quali il PDTA prevede una valutazione multidisciplinare, suggeriamo caldamente di prevedere un colloquio congiunto di tutti gli specialisti con il paziente, da effettuarsi in coda con la discussione del caso clinico da parte del Team. Anche in caso di teleconferenza.

Questa opzione rassicura la persona dandogli fiducia nel sistema di cura a cui affida la propria  vita e rappresenta pertanto un importante atto d’attenzione e di affermazione della centralità del paziente stesso.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 1
  • Competenze specifiche = 3

COMPRENSIONE DEL CONSENSO INFORMATO

È indispensabile prevedere i giusti tempi e le giuste modalità per permettere al paziente di recepire e consentire in modo consapevole alle terapie.

Una comunicazione adeguata, con tempi e modalità idonei, infatti, consente da un lato di migliorare l’aderenza alle terapie e dunque l’efficacia e la sicurezza dell’intervento assistenziale; dall’altro rafforzare l’alleanza medico-paziente e contrasta e riduce il contenzioso. In tali prospettive una comunicazione adeguata diventa fonte di economie per il Servizio Sanitario Nazionale. Anche in questo caso è sufficiente l’intervento di un infermiere dedicato o di un Volontario.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 2

INSTILLAZIONI VESCICALI

Per un Paziente affetto da Tumore Superficiale la malattia è un matrimonio a vita!

In questo caso risulta evidente la necessità di informazione sui protocolli standard di cura, con evidenza degli eventuali effetti collaterali (BCG, MITOMICINA, altri chemioterapici, ecc….) oppure, nel caso in cui ne fosse previsto l’impiego, sui metodi di induzione con calore “device assisted”: Synergo, EMDA).

È infatti importante illustrare al paziente, come del resto lo farebbe il bugiardino  di un normale farmaco, come essere preparato agli eventuali effetti collaterali e come meglio favorire l’efficacia del trattamento

per permettergli di porre in atto tutte quelle azioni parallele e favorevoli al trattamento per esempio con il BCG (restrizione liquidi, movimento, durata trattenimento del farmaco, giusta sequenza…).

Sempre nella stessa sede dovrebbero essere indicati gli eventuali rimedi riguardo il problema di avere una capacità vescicale ridotta e l’impellenza incontrollabile di urinare.

Sarebbero infine gradite informazioni sulle procedure di accesso alle cure con relative tempistiche.

Anche in questo caso dovrebbe essere il Case Manager o il medico responsabile del trattamento a farsi carico dell’azione.

 Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 3

CHIRURGIA

Un confronto per la scelta delle opzioni chirurgiche

È questo uno dei momenti più delicati del percorso clinico della persona.  L’informazione

sull’evoluzione  della malattia e la diagnosi di alta rischiosità, accende la necessità di mille chiarimenti sulle prospettive, sulle soluzioni/scelte chirurgiche più adeguate (CISTECTOMIA RADICALE sia con neo-vescia che con stomia/e valutando attentamente la modalità della chirurgia, con la robotica o a cielo aperto) e su possibili ed eventuali alternative – quando è previsto e/o possibile -  a livello di TERAPIA CONSERVATIVA.

Una breve chiacchierata con il Core TMD sarebbe il regalo più bello che si potrebbe fare a un paziente. Il momento è talmente cruciale e delicato che un colloquio allargato sarebbe fortemente raccomandato. In alternativa sarebbe sufficiente un costruttivo confronto con il medico responsabile del trattamento, naturalmente esteso al caregiver. Ci rendiamo conto che ai medici che ci stanno leggendo queste richieste di coinvolgimento del paziente con il TMD possono sembrare esagerate rispetto a quanto succede ora. Tuttavia l’implementazione dei PDTA coi suoi  Team Multidisciplinari, dovrebbe varare anche un nuovo approccio relazionale multiprofessionale con il paziente.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       2
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 1

Simulazione Bricker

Con largo consenso degli associati di PaLiNuro questa è una pratica molto apprezzata da chi si sta preparando alla cistectomia radicale. Nel prericovero dovrebbe essere obbligatoria la simulazione della stomia con l’applicazione della placca adesiva e di una sacchetta  colma d’acqua con conseguente deambulazione e mantenimento per la durata  minima di un’ora. Questo tipo di attività preventiva attutisce l’impatto psicologico e facilita. l’accettazione.

La manovra dovrebbe essere fatta da un’infermiera dedicata.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 2

ERAS

Percorso ERAS (Enhanced Recovery After Surgery). Inutile aggiungere ulteriori dettagli. Sarebbe molto gradito ed auspicabile. Inseriamo anche questa evidenza sebbene comprendiamo quanto sia difficile praticarlo alla stato attuale.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       1
  • Impegno organizzativo = 1
  • Competenze specifiche = 1

Sostegno al Caregiver

L’intervento con la robotica comporta fino a 12 ore d’attesa prima del rientro in camera del paziente. Quello a cielo aperto è comunque molto lungo.

È umano e richiede veramente il minimo sforzo dare ai caregiver delle informazioni sull’andamento di questa lunghissima chirurgia con un intervallo massimo di tre ore. Non c’è bisogno di entrare nei particolari. È sufficiente dire. “Sta preseguendo tutto come previsto!”. Non è più ammissibile lasciare chi attende con ansia nella più totale indifferenza.

In questo caso l’attività potrebbe essere svolta da un’infermiera del Team operatorio.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 3
  • Competenze specifiche = 3

FOLLOW – UP nel Tumore Superficiale

“Tutti i pazienti devono essere seguiti nel periodo successivo al completamento di ogni procedura terapeutica (follow-up) sotto la supervisione di un membro del Core Team (preferibilmente il responsabile del trattamento iniziale) o da personale professionale formato e attivamente collaborante con la GU-U / GU-N”

In questa sede sarebbe opportuno dispensare al paziente informazioni sia sullo stile di vita a livello nutrizionale con relativi consigli/suggerimenti su cibi e bevande durante e dopo le cure in funzione della diagnosi e della terapia che informazione sulla coesistenza della terapia con i farmaci in corso di assunzione per pregresse patologie.

In questo caso sarebbe auspicabile che l’informazione fosse trasmessa da un medico nutrizionista e/o dal medico responsabile del trattamento.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       2
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 2

DIMISSIONI dopo la Cistectomia Radicale

Dimissioni libero da drenaggio

Un paziente dovrebbe essere dimesso solo quando libero da stent e drenaggi vari. Secondo il nostro parere sono ammissibili le dimissioni solo con il catetere e sacca urinaria.  L’intervento con la robotica non giustifica una dimissione dopo otto giorni dall’intervento con un carico inumano di adempienze a carico del paziente o dei suoi caregiver. È ovvio che oltre l’incompetenza  nell’effettuare medicazioni, pulizie e ricambi aggiunge ansia e stress a quelli già generati dai timori di complicanze del post operatorio, dall’attesa dell’istologico e dall’incertezza del funzionamento della nuova idraulica.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       1
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 3

Tornare a casa con i drenaggi.

Sempre nel caso di portatori di neovescica, operati con la robotica, quando dimessi non totalmente liberi da sacche e drenaggi sarebbe necessario prevedere che negli ultimi due/tre giorni, prima delle dimissioni, il il caregiver imparasse sotto il controllo e la direzione del team infermieristico a gestire tutte le manovre necessarie alla manutenzione delle sacche e del lavaggio della neovescica.

In caso d’impedimento o di rifiuto sarebbe invece utile che, congiuntamente al certificato di dimissioni (o all’interno dello stesso),  fosse rilasciato un certificato specialistico in cui si attesti la necessità di Assistenza Domiciliare da attivare da parte del MMG.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 3
  • Competenze specifiche = 3

 

Rieducazione del Pavimento Pelvico

Il problema dell’incontinenza urinaria, una volta libero dal catetere e in dimissione, è un enorme problema per tutti i pazienti portatori di neovescica  a cui dovrebbero essere date indicazioni sui tempi, le coordinate e le  modalità con cui accedere alla fisioterapia per rafforzare il pavimento pelvico.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       2
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 2

 

Come ti gestisco il Bricker

Non sempre agli urostomizzati viene fatto un adeguato training per la gestione della stomia e della sacchetta. Quando ancora in ospedale il paziente tende a non guardare - per la paura di rimanere impressionato nello scoprire il proprio corpo deturpato - l’infermiere quando fa la medicazione e il cambio del device. Inoltre non è evidentemente sempre lo stesso infermiere ad effettuare questa pratica.

Cionondimeno è indispensabile che il paziente sia dimesso quando in grado di autogestirsi. È pertanto necessario che negli ultimi due/tre giorni, prima delle dimissioni, il paziente impari tutte le manovre del caso sotto il controllo e la direzione del team infermieristico.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 3

Dimissioni e bicarbonato

All’atto delle dimissioni dovrebbe essere previsto in modo standard l’Emogasanalisi per valutare l’equilibrio dell’acido-base ed eventualmente per compensare con il corretto contributo di bicarbonato. Finora questa pratica di prescrivere il bicarbonato ci sembra poco finalizzata al reale bisogno del paziente e dovrebbero essere finalizzata ad obiettivi di funzionalità renale.

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       2
  • Impegno organizzativo = 2
  • Competenze specifiche = 3

Prevenire i problemi post operatori

In considerazione dell’impatto dell’intervento demolitivo dovrebbero essere date indicazioni

dei possibili problemi che potrebbero emergere (spiegazione del possibile evento stesso ed eventuale soluzione, se già disponibile e codificata) e dei possibili specialisti da contattare per risolvere il problema (nominativo e coordinate telefoniche), tra l’altro figure già previste nel Non Core Team (vedi sopra). A titolo esemplificativo evidenziamo qui di seguito gli eventi di cui abbiamo riscontrato maggiore frequenza:

  • Problemi d’incontinenza, ipercontinenza, ritenzione urinaria = Urologo funzionalista
  • Problemi intestinali Diarrea/Stipsi = Gastroenterologo;
  • Problemi legati all’alimentazione = Nutrizionista;
  • Problemi di gonfiore agli arti inferiori / Linfedema = Angiologo
  • Problemi di sessualità / impotenza sessuale = Andrologo

Valutazione fattibilità

  • Impegno economico =       3
  • Impegno organizzativo = 3
  • Competenze specifiche = 3

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE

Simbolo Informazioni

 

 

Associazione PaLiNuro e FAVO/AiMac  dispongono già di una nutrita letteratura informativa realizzata a misura di Paziente. In ogni fase della malattia, mettiamo a completa disposizione delle Strutture ospedaliere che lo desiderino il seguente materiale:

  • Presa in carico = Un caldo benvenuto, stiamo per prenderci cura di te! - PaLiNUro
  • Tumore della Vescica. Le cose che bisogna sapere - PaLiNUro
  • La Chemioterapia - AIMaC
  • La Radioterapia – AIMaC
  • Le Terapie Immuno Oncologiche – AIMaC
  • Immunoterapia e Tumore della Vescica – PaLiNUro (in progress)

Tutte queste pubblicazioni sono rese disponibili in formato cartaceo o su APP (in progress).

 

CONSIDERAZIONE CONCLUSIVA

 

Ci rendiamo conto che quanto evidenziato all’interno del presente documento possa già rientrare nelle normali pratiche di diverse strutture ospedaliere e ce ne rallegriamo. Stiamo però parlando di Benchmarks, di chi ha fatto sue l’EBM,  l’EBN e l’EBP pertanto poche realtà virtuose.

Come Associazione abbiamo avuto la fortuna di constatare di persona che queste cose si fanno e funzionano. Il nostro augurio è pertanto che i nostri suggerimenti vengano accolti positivamente e che diventino oggetto di una pratica condivisa e sancita dalla pubblicazione del PDTA nazionali del carcinoma della vescica.

 


Emergenza

Stiamo tranquilli ma pronti a farci sentire. Dopo la persistente carenza di Mitomicina un'altra fonte di preoccupazione incombe sugli amici affetti da tumore superficiale della vescica. 

Tutto è nato a seguito della persistente carenza di Mitomicina (acc! i nomi dei farmaci noi pazienti non li possiamo menzionare!). Come PaLiNUro, ce ne siamo occupati nel mese di luglio pubblicando la notizia sulla nostra newsletter.  Notizia a cui ne seguiva un’altra che aveva l’obiettivo di dare l’allarme e segnalare la nostra preoccupazione per la minaccia annunciata della carenza di un farmaco molto più diffuso e importante, impiegato nelle instillazioni vescicali. Meglio non dire il nome (poi vi spiegherò perché!) però è facilmente intuibile: è una parola formata da tre lettere, dai! Comunque, per quelli che hanno letto l’articolo del nostro Alessandro Boni non ci sono segreti.

Tra l’altro anche il presente articolo avrebbe dovuto essere scritto da Alessandro Boni la persona esperta di tumore superficiale alla vescica di PaLiNUro ma, dal momento che è persona direttamente interessata alla malattia e che pertanto potrebbe essere coinvolto emotivamente nella questione, scrivo io che ho avuto la fortuna di avere da subito un tumore infiltrante e che in pochi mesi ho risolto tutti i miei problemi.

Io non sono coinvolto emotivamente e non sono nemmeno una persona facile da strumentalizzare, perché sono per natura molto diffidente.  Proprio a questo proposito un eminente rappresentante dalla comunità medico scientifica mi ha preso sotto braccio, nella pausa caffè di un congresso sui tumori del genito-urinario, tenuto nei giorni scorso all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, mettendomi all’erta proprio sul pericolo di essere strumentalizzato dalla Farmaceutiche.  Stia tranquillo dottor Bracarda, forse le può essere sembrato e, forse qualcuno sta pensando di potermi pilotare. Guai a lui!...Quello che m’interessa è la salute del paziente. Paziente che da la fiducia a PaLiNUro perché vi si sente rappresentato, soprattutto per la difesa dei suoi diritti.

Scrivo in questo modo, forse un po’ aggressivo ma, il tempo che ho a disposizione è oramai sempre  meno e pertanto questa memoria deve valere per tutti: per i pazienti, per i nostri amici medici, per le farmaceutiche che ci stanno vicino (ma che non sono sempre sincere al 100%) e per AIFA e le Autorità in generale.

Evidentemente l’articolo della nostra newsletter una delle due farmaceutiche  direttamente interessate che, toccata nel vivo, ci ha messo  al corrente della sua posizione . Tuttavia per avere un’idea completa dello scenario in cui si svolge questa cosa  è stato per noi indispensabile sentire anche la campana dell’altro player (fornitore) del farmaco. Per farla breve il grafico che segue riassume il cuore del problema:

BCG

CIFRE DI NON FACILE RICOSTRUZIONE.

I numeri evidenziati in questo grafico sono stati ricostruiti attraverso delle stime. Non ci risulta che esista un dato ufficiale. Un primo calcolo l'avevo fatto io partendo dal numero di diagnosi annuali di tumore superficiale della vescica (ca. 23.000 casi) e quindi ipotizzandone una quota candidabile alle instillazioni vescicali, Mitomicina compresa, ed espandendo questo numero ad almeno tre anni consecutivi. La cifra risultava abbastanza alta. L’ho voluta verificare con l'amico Dottor Renzo Colombo, conosciuto e stimato da tutti noi, che mi ha indicato una cifra, abbastanza in sintonia, di circa 50.000 instillazioni all'anno. Prima di pubblicare il presente articolo, per correttezza, l'ho inviato in visione ai due contraenti, uno dei quali, sulla base dei dati effettivi di vendita annuale del farmaco, mi ha comunicato che secondo loro la cifra era esagerata Quindi, conservativamente abbiamo utilizzato i 20.000 casi sopra citati.

I due più importanti fornitori del mercato si dividono praticamente il business (il giro d’affari) in modo paritetico; per assurdo gode di un piccolo vantaggio mercantile il prodotto generico.

Attualmente, e fino a fine anno, non dovrebbero esserci problemi di approvvigionamento. Lo scenario è purtroppo destinato a diventare più triste da dicembre e peggiorare da gennaio 2020.

Da quel periodo infatti il fornitore del farmaco generico potrebbe dimezzare la disponibilità per il mercato italiano, mentre il fornitore del brand ufficiale non sa darci risposta su quello che potrà/intende fare in questa sfortunata circostanza:  potrà colmare la carenza oppure diminuirà a sua volta le forniture?... Su questo importante punto  vuole  tuttavia puntualizzare che negli ultimi 12 mesi non ha mai notificato nessuna situazione di temporanea carenza alle Autorità competenti ( AIFA e Istituto Superiore di Sanità) e che per quanto riguarda il futuro, oggi non è semplice fare previsioni. La filiale italiana sta comunque costantemente monitorando, con attenzione, la situazione  per poi valutare in da farsi.

Naturalmente ad AIFA abbiamo già chiesto un incontro attraverso la procedura “Open AIFA”. La nostra richiesta è già stata formalizzata e siamo in attesa di essere convocati.

AIFA è proprio la ragione per cui non cito i nomi dei farmaci: difatti i rappresentanti dei pazienti sono ascoltati, ma devono parlare tra le righe, non possono citare nome dei farmaci, per intenderci. Proprio come mi sto sforzando di fare in questo momento!...

Un appunto che comunque mi sento di fare, non ad AIFA, ma ai suoi funzionari, è che gli farebbe bene frequentare qualche corso sulla negoziazione. Personalmente credo talmente tanto nella formula “Win – Win” (e cioè che in una negoziazione ci debba essere reciproca soddisfazione) che avevo chiamato la mia aziendina “Win Distribuzione”. Gli ultimi anni della mia attività professionale sono stati abbruttiti da clienti super potenti che non lasciavano nessuno spazio al dialogo per la condivisione. Esercitavano solo il potere impositivo che gli veniva conferito dalla loro posizione negoziale. 

Credo che a questo punto valga la pena ricordare che un’azienda privata vive perché fa profitto. È una regola di mercato. “Profitto” non è una parolaccia! Fare profitto vuol dare essere sani e potere fare vivere bene e dare sicurezza ai propri dipendenti e, a anche ai propri fornitori. Certo, qualcuno potrebbe dire: “ma in questo modo i prezzi salgono!”. Il Mercato purtroppo non è sempre semplice, anche se le sue regole lo sono. E poi c’è l’Europa. Ve ne siete accorti? Questa Europa è così vituperata. Lo sarebbe forse meno se fosse capace di uniformare il fisco, le tariffe postali, i prezzi dei farmaci, ecc.

A proposito: perché i prezzi dei farmaci non vengono negoziati a livello di EMA (l’ente europeo del farmaco)? In definitiva cosa ci interessa se i negoziatori di AIFA sono i più bravi in Europa a spuntare i prezzi più bassi se poi il nostro prodotto va a finire nei Paesi i cui negoziatori sono stati, magari, un po’ più comprensivi nei confronti della farmaceutica, concedendogli una quotazione più alta.

È questa la ragione per cui i farmaci mancano in Italia! Siete stati bravi: avete negoziato il miglior prezzo, ma noi siamo senza prodotto, perché quello destinato ai nostri pazienti va all’estero, magari ad ingrassare la pancia di qualche speculatore disonesto, …. (e qui ci vorrebbe una sana imprecazione che i miei collaboratori mi hanno fatto tagliare!) …diciamo le cose come stanno!...Se il prezzo fosse negoziato a livello europeo parte di questi problemi cesserebbero!

Questa è la prima grande battaglia in cui si impegna PaLiNuro. L’ho scritto a tutti: per difendere i diritti dei miei pazienti sono disposto a fare tutto e a prendermi le conseguenti responsabilità delle possibili conseguenze. Sono pronto alla querela, all’interdizione dal pubblico ufficio, anche alla galera.  Chi mi conosce sa che non sono un politico e che pertanto non dico le cose solo per prendermi dei voti. Ho quasi 70 anni e dalla vita ho avuto tutto quello che dovevo avere, non ho nulla da perdere!...

Non è naturalmente nelle mie facoltà, ma mi piacerebbe, anche andando contro le regole del mercato,  che la aziende si parlassero, si confrontassero: questo non vuole dire solo fare dei giochi sporchi sottobanco, naturalmente!....  L’epoca in cui viviamo è fatta di relazioni. Relazioni che devono svilupparsi in modo più moderno e adeguato. Personalmente credo nella Rete e sono convinto che fare Rete sia utile a tutti i livelli, anche in un onesto confronto competitivo.

Ho avuto il bisogno di scrivere queste poche note nell’attesa che le cose decantino. Nella newsletter di ottobre prometto di darvi un aggiornamento.

A tutti gli amici affetti da tumore superficiale desidero comunque dire che anche in questa battaglia non sono soli. Amici, sappiate che la cosa che mi darebbe più dolore sarebbe sapervi senza farmaco, senza trattamento e in una condizione psicologica devastante! Per stare male il cancro non è sufficiente?...

Sappiate comunque che ho pronto un piano. Se la situazione non si risolverà e non ci verranno date garanzie sulla disponibilità di farmaco (prima di andare in galera!) sono pronto ad andare a bussare personalmente a tutte le porte dei più grandi editori per spingerli a sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi del carcinoma della vescica, attraverso i loro Mass Media. Il mio redazionale è già pronto!

Inoltre sarà mia cura intendo chiedere aiuti a FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato Oncologico) perché ci aiutino a porre la questione sul tavolo delle forze politiche di Governo e opposizione che in casi del genere saranno sicuramente dalla parte dei diritti alla cura  dei cittadini, oltre tutto se pazienti con diagnosi tumorale.

Edoardo Fiorini


E INTANTO E' IN ARRIVO UN NUOVO STATO D’ALLERTA: IN USA CARENZA DI BCG.

Cosa possiamo imparare, cosa dobbiamo auspicare

Spesso si dice che quello che accade in USA prima o poi arriva in Europa. A proposito dell’attuale carenza negli States di BCG (Bacillus Calmette Guerin), farmaco efficace per il trattamento delle forme superficiali del tumore alla vescica, da alcuni nostri associati ben conosciuto e somministrato, possiamo dire che si tratta di una seconda volta.

Intanto una piccola introduzione sul farmaco. Il BCG fu scoperto all’inizio del secolo scorso e utilizzato per la prima volta nell’uomo nel 1921 per la prevenzione della tubercolosi. Successivamente si è compreso che le proprietà immunomodulanti del BCG potevano trovare utilizzo in varie patologie causate da micobatteri e non. Tra queste ultime, emerse il tumore non invasivo della vescica, per il quale fin dagli anni ‘70 del secolo scorso il BCG è utilizzato a livello universale, diventando, nel corso del tempo, il farmaco di elezione per questa patologia, pur con qualche limitazione in termini di efficacia e tollerabilità. E’ un farmaco che comunque ha oltre 40 anni, ma di questa anzianità e dei suoi effetti parleremo in conclusione dell’articolo.

Alcuni anni fa dunque, precisamente nel 2012, una delle due aziende farmaceutiche che commercializzavano il BCG, per motivi tecnici riguardanti la produzione del farmaco ne sospese la produzione, con effetti anche in Europa. Rimase come unica fonte di BCG approvato in USA la tipologia che va sotto il nome commerciale di OncoTICEÒ. Gli effetti furono una forte limitazione delle scorte e del farmaco messo in vendita con conseguente razionalizzazione del suo uso con metodiche proposte anche da parte dell’Associazione Urologi Italiani al pari delle altre Associazioni di specialisti in altri paesi del mondo.

Dopo qualche tempo, la produzione riprese i suoi livelli normali già a fine 2013 fino ad oggi. Adesso nonostante l’aumentata produzione di OncoTICEÒ, la quantità di BCG disponibile sul mercato sembra non essere sufficiente a soddisfare interamente le richieste di trattamento dei pazienti americani.

Già da tempo sia le Associazioni dei pazienti (la potente BCAN, di cui Palinuro è consorella) sia quelle degli Urologi Americani avevano posto l’attenzione sul problema, ma solo negli ultimi mesi la carenza di BCG si sta trasformando in un vero e proprio allarme. Sul sito web del Congresso dell’Associazione Americana di Urologia (AUA) che si è tenuto a Chicago lo scorso maggio, è comparso un “Allarme” che riportava la criticità della situazione di approvvigionamento di BCG, e in una sessione plenaria del Congresso dedicata al problema, alcuni clinici americani hanno denunciato l’impossibilità negli Stati Uniti di reperire il farmaco per i propri pazienti. Analoghi allarmi sono stati diffusi anche dalla stampa USA, vedi l’articolo apparso su “The Washington Post” il giorno 18 giugno.

  Per fronteggiare il problema in USA è stato redatto dalle principali associazioni  di urologi assieme a BCAN un decalogo in otto punti (https://www.bcan.org/wp-content/uploads/2019/05/BCAN-Letter-Re-BCG-Shortage-for-Web.pdf) per ottimizzare l’utilizzo del BCG disponibile, che prevede in alcuni casi la riduzione fino ad un terzo della dose normale.

Ne riportiamo la sintesi, precisando che il decalogo richiama analoghi orientamenti già a suo tempo espressi dall’Associazione degli Urologi Italiani nel 2012.

  • Il BCG non dovrebbe essere usato da pazienti a basso rischio
  • La chemioterapia vescicale (mitomicina – su questo farmaco di pari anzianità del BCG torneremo in conclusione di articolo, gemcitabina, epirubicina o docetaxel ) dovrebbe essere usata come opzione di prima linea in alternativa al BCG per pazienti con grado intermedio di rischio di tumore superficiale (NMIBC) con recidive di basso grado multifocali e lesioni livello Ta.
  • Il BCG può essere somministrato come terapia di seconda linea per gli stessi pazienti con rischio intermedio di NMIBC ma dovrebbe essere usata ancora la terapia chemioterapica durante la carenza di BCG.
  • Il BCG dovrebbe essere usato in via prioritaria per i pazienti con NMIBC di alto grado, T1 e CIS. Se non disponibile per questa tipologia di pazienti dovrebbe essere al massimo ridotta la dose di 1 / 2 o 1/ 3.
  • Per la terapia di mantenimento con pazienti affetti da NMIBC, ogni sforzo dovrebbe essere fatto per ridurre la dose a 1/3 per la durata di 1 anno.
  • In caso di perdurante scarsità di BCG la terapia di mantenimento potrebbe essere effettuata in via prioritaria soltanto a chi ha effettuato terapia di BCG fin dall’inizio.
  • Se il BCG non fosse proprio disponibile una preferibile alternativa potrebbe essere costituita dalla mitomicina (instillazione e mantenimento mensile per 1 anno). Altre opzioni: gemcitabina, epirubicina, docetaxel, valuribicina. Da valutare anche una sequenza di gemcitabina/docetaxel o gemcitabina/mytomicina sia per instillazione che per mantenimento.
  • A pazienti già all’inizio con situazioni di alto rischio (ad esempio alto grado , T1 con fattori di rischio aggiuntivi come CIS, infiltrazione dei linfonodi, coinvolgimento prostata/uretra) che non vogliono prendersi ulteriori rischi oncologici con agenti intravescicali alternativi al BCG, dovrebbe essere offerta una iniziale cistectomia radicale, se candidabili a tale soluzione chirurgica.

Riteniamo sia da sottolineare come in chiusura di tali indicazioni si precisa che eventuali decisioni devono essere espresse solo dopo informato confronto e discussione con il paziente anche con riguardo alle opzioni di trattamento durante il periodo di carenza di BCG anche con riguardo ad appropriate alternative.

Sia pure forzatamente questa negli USA potrebbe anche essere l’occasione per valutare con maggior profondità l’efficacia e la valenza degli attuali protocolli per migliorarne l’attuale standard e dare maggior impulso alla ricerca per farmaci alternativi di ancora miglior efficacia e minori effetti collaterali. Attualmente negli USA in effetti gli sforzi sono indirizzati anche ad individuare nuove e affidabili fonti di vaccino (e pare che qualche proposta sia già al vaglio dell’FDA (Food and drug administration che è l’organo che negli Stati Uniti autorizza la messa in commercio ed uso di farmaci) e soprattutto a scoprire valide alternative terapeutiche al BCG, come sopra dicevamo, più efficaci e meglio tollerate.

Da un punto di vista economico, come si rileva nello stesso articolo del Washington Post, non sono all’orizzonte impegni di altre case farmaceutiche in USA per la produzione del BCG in quanto, a livello di logica economica, gli investimenti non consentirebbero, alla luce del costo piuttosto basso del farmaco, un ritorno economico soddisfacente.

Da noi, Italia ed Europa, dove sono disponibili anche ceppi di BCG derivati da altri produttori asiatici, il problema non sembra al momento così critico, anche se si sono verificati casi di carenza temporanea di OncoTiceÒ, finora sporadici e rapidamente risolti.

Riprendendo quanto all’inizio accennato vi è stata una piccola tempesta di luglio relativa alla carenza di mitomicina presso l’Ospedale fiorentino di Careggi. Piccola tempesta, perché subito risolta senza troppi problemi per i 25 pazienti cui era stato sospeso. Non ci risultano carenza in altre regioni italiane ed il sospetto di una strumentalizzazione politica del caso, data anche l’enfasi mediatica suscitata, sproporzionata rispetto all’episodio ed alla stessa sequenzialità della procedura.

Occorre tuttavia mantenere alta l’attenzione e monitorare la situazione segnalando alla nostra Associazione eventuali casi di non disponibilità.

Vogliamo concludere con un auspicio. Pur riconoscendo efficacia nella cura del tumore superficiale a BCG e Mitomicina, i problemi attuali e potenziali della loro produzione forniscono un elemento ulteriore a rendere necessario di accelerare la ricerca, lo studio e la sperimentazione di farmaci alternativi.

Pur assicurando i due farmaci citati un buon livello di guarigione (siamo sul 70% dei casi) entrambi rappresentano in ogni caso soluzioni elaborate, definite e messe in uso circa 40 anni fa ed il 30 per cento di evoluzioni dell’NMIBC verso il peggioramento della malattia resta ancora una percentuale troppo alta, non soddisfacente e da abbassare drasticamente in linea con gli sviluppi conseguiti per altre patologie oncologiche. Questo anche in considerazione delle soluzioni successive ad una infausta diagnosi evolutiva costose per il sistema nonchè rischiose e peggiorative dal punto di vista di qualità della vita per il paziente.

Qualcuno ci ascolterà?

Di Alessandro Boni 


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